L’idea di cacciare una docente universitaria per un reato d’opinione, appoggiata anche da parlamentari, è il trionfo della comunicazione social, immediata, irr…
Un tempo, per essere cacciati dall’insegnamento di un ateneo, bisognava vergare poderosi tomi, o almeno articoli di giornale. Oggi sembra che basti un post sui social. Per quanto tutto mi divida da Donatella Di Cesare, e soprattutto quelle poche righe, di cui erano osceni persino gli spazi, i punti e le virgole, l’idea che ella debba essere licenziata dall’ateneo in cui insegna sembra abnorme.
Siamo dunque più liberi di comunicare con i social, eppure ci stiamo abituando a vivere in una società che lo è sempre meno. Che cosa definisce, infatti, il grado di libertà di un sistema sociale? Che questo sia in grado di accettare, senza reprimerle, anche le idee più sbagliate, odiose, ributtanti.
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